Piccolo comune della pianura padana, Magherno sorge con pianta compatta alla destra del fiume Lambro meridionale. Al borgo si accede infatti per una strada a decorso intercomunale, estranea al traffico, attraverso cui ci si addentra tra campi di granoturco che, già abbastanza alti in luglio, formano in alcuni punti una viva parete verde che accompagna nel tragitto campestre fino ad arrivare in paese.

Il nome deriva dal reflusso di "maternus", fondo ereditato dalla madre. L'economia del paese poggia sostanzialmente sull'agricoltura, in prevalenza coltivazione di riso, mais, frumento e cereali. L'attività artigianale è rivolta al settore alimentare, mentre un altro settore è impegnato nella lavorazione del legno. Nel Medioevo era compreso nel feudo di Villanterio, che apparteneva al monastero di San Pietro in Ciel d'oro di Pavia.

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